Infrastrutture

Proxmox VE

Progettiamo, mettiamo in opera e gestiamo cluster Proxmox VE in produzione. Siamo Silver Partner ufficiale.

Cos’è Proxmox VE

Una piattaforma di virtualizzazione matura, in sviluppo dal 2008. Fa girare macchine virtuali e container, e gestisce interi cluster con storage condiviso e ripartenza automatica in caso di guasto, da un’unica interfaccia. Ed è open source.

Base
Debian GNU/Linux
Virtualizzazione
KVM e LXC
Storage
Ceph, ZFS, NFS, iSCSI, LVM e altri
Snapshot
Su tutti gli storage, con o senza memoria della macchina
Gestione
Un’unica interfaccia web per tutto il cluster, senza un server di gestione separato da installare e licenziare
Migrazione a caldo
Le macchine si spostano da un nodo all’altro mentre sono accese, senza interruzione
Backup
Integrato e pianificabile su tutti gli storage. Con Proxmox Backup Server diventa incrementale e deduplicato: dopo il primo backup si copia solo ciò che è cambiato
Automazione
API REST su tutte le funzioni, più riga di comando
Rete
VLAN, bonding, Open vSwitch, reti virtuali (SDN)
Firewall
Integrato, per cluster, nodo e singola macchina
Alta disponibilità
Da tre nodi in su
Costo
Gratuito. Si paga solo il supporto, se lo si vuole
Licenza
GNU AGPLv3 — software libero

Alta disponibilità: un nodo cade, il lavoro continua

Nodo 1Nodo 2Nodo 3Nodo 3GUASTOVMVMVMVMVMVM
Se un nodo si guasta, le sue macchine virtuali ripartono sugli altri nodi del cluster. Senza intervento manuale.

Anche su cluster che non abbiamo installato noi

È il caso più frequente. Non serve che ci raccontiate com’è stato messo su né perché: quello lo guardiamo noi. Capita spesso di trovarsi in mano un cluster ereditato, senza documentazione e senza chi l’aveva costruito.

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Come si può costruire

Nodo singolo

NodoVMVMDischiStorage esternoBackup

Un server solo, con le sue macchine virtuali e i backup su un secondo sistema. È il punto di partenza di molti: si aggiungono nodi dopo, senza rifare niente.

Due nodi con QDevice e replica

Nodo 1VMZFSNodo 2VMZFSQDeviceStorage esternoBackup

I dischi si copiano a intervalli sul secondo nodo, così un guasto non ferma il lavoro a lungo. Va detto com’è: la copia è periodica, quindi si perde quello che è successo dall’ultima sincronizzazione. È ripartenza rapida, non continuità — e serve un terzo voto perché il cluster resti decidibile.

Cluster iperconvergente

Nodo 1VMDischiNodo 2VMDischiNodo 3VMDischiStorage esternoBackup

Tre nodi che fanno calcolo e storage insieme con Ceph. Qui l’alta disponibilità è vera: se un nodo cade, le macchine ripartono altrove senza perdere dati. È la configurazione che consigliamo a chi non può fermarsi.

Cluster con storage esterno

Nodo 1VMNodo 2VMNodo 3VMStorage esternoBackup

I nodi usano una SAN o un NAS che avete già, via iSCSI o NFS. Serve quando lo storage è un investimento recente e non ha senso sostituirlo per cambiare hypervisor.

Cosa facciamo

Progettazione

Dimensionamento dei nodi, scelta dello storage, rete e ridondanza. Quante macchine servono davvero e come devono essere fatte, prima di comprare l’hardware.

Messa in opera

Installazione e configurazione del cluster, storage distribuito, backup, firewall, alta disponibilità. Consegnato funzionante, non da finire.

Supporto continuativo

Aggiornamenti, monitoraggio, intervento quando qualcosa non va. Con un riferimento che conosce la vostra infrastruttura, non un numero verde.

Aggiornamento di versione

Passaggio da una versione vecchia di Proxmox VE a quella attuale, anche saltando più release. Pianificato, un nodo alla volta, con la possibilità di fermarsi a metà.

Recupero di infrastrutture

Cluster fermi, aggiornamenti andati male, installazioni ereditate senza documentazione. Interveniamo anche su sistemi messi in piedi da altri.

Sviluppo su misura

Componenti e automazioni per casi che Proxmox VE non copre di serie. È così che è nata la suite cv4pve.

Formiamo chi lo gestirà

Due livelli, dalla prima installazione al cluster in alta disponibilità. In aula, da voi o online, e il programma si adatta a quello che il vostro tecnico sa già.

Corso Proxmox VE

Le nostre competenze

  • Partner ufficiale Proxmox — vedi la scheda sul sito Proxmox
  • Ceph in produzione
  • Red Hat Certified Specialist — Ceph Cloud Storage

Gli strumenti che ci mancavano li abbiamo scritti

cv4pve è la suite di strumenti che sviluppiamo per Proxmox VE: snapshot automatici, gestione dei cluster, client VDI, diagnostica, monitoraggio e librerie API per cinque linguaggi. Pubblica dal 2016, la usiamo ogni giorno sui cluster dei nostri clienti.

Scopri cv4pve

Arrivate da VMware?

Migrazione da VMware

Domande che ci fanno

Proxmox VE è pronto per la produzione?

Sì, e non da poco. Sotto ci sono le stesse tecnologie che reggono buona parte dei datacenter — il kernel Linux e KVM — usate da chi ospita servizi in rete da anni. La differenza rispetto ai prodotti chiusi non è la solidità: è che potete vedere come è fatto e non dipendete da un solo fornitore per farlo funzionare.

Che supporto c’è se qualcosa va storto?

Due livelli, e non si escludono. C’è la sottoscrizione ufficiale, che vi mette in contatto con chi sviluppa Proxmox VE. E ci siamo noi, che siamo Silver Partner ufficiali: rispondiamo noi, conosciamo il vostro cluster e interveniamo su quello che avete, non su un caso generico.

Serve una sottoscrizione? Quanto costa?

Il software è libero e completo: non ci sono funzioni bloccate dietro una licenza, e potete installarlo e usarlo così com’è. La sottoscrizione serve ad avere il canale di aggiornamenti verificato e il supporto di chi lo sviluppa — in produzione la consigliamo — e si paga per socket all’anno, con prezzi pubblici. Nessun costo per macchina virtuale e nessun conteggio dei core.

Funziona sull’hardware che abbiamo già?

Quasi sempre sì, ed è uno dei motivi per cui ci si arriva. Proxmox VE non ha una lista di modelli approvati: gira sull’hardware che regge Linux, compresi i server che altri hanno smesso di certificare. Lo verifichiamo prima, e se qualcosa non va lo diciamo. È spesso il punto di partenza di una migrazione da VMware.

Cosa succede se si rompe un nodo?

Le macchine virtuali che ci giravano ripartono da sole su un altro nodo del cluster, senza che nessuno debba intervenire. Ripartono, non proseguono: il nodo non c’è più, quindi c’è il tempo di un riavvio. Perché funzioni servono almeno tre nodi e uno storage condiviso, ed è la parte che va provata prima di andare in produzione, non il giorno del guasto.

Avete un cluster da progettare, o uno che vi dà problemi, o siete in emergenza?

Guardiamo insieme come è messo adesso e cosa conviene fare. Anche solo per un parere.

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